I gialli trionfano sui granata con Zampano e Ambrosino (espulso), resistono in dieci e scatenano la festa del Braglia

MODENA-REGGIANA: 2-1

MODENA: Pezzolato, Tonoli, Nador, Nieling, Zampano (82’ Cotali), Massolin (82’ Wiafe), Gerli (5’ Santoro), Pyyhtia (71’ Sersanti), Zanimacchia, De Luca (71’ Mendes), Ambrosino. All.: Sottil.

REGGIANA: Micai, Libutti (74’ Reinhart), Vicari, Lusuardi, Bonetti (91’ Tripaldelli), Bertagnoli, Belardinelli (57’ Bozhanaj), Portanova (75’ Fumagalli), Lambourde, Gondo, Girm (57’Novakovich). All.: Bisoli.

ARBITRO: Abisso di Palermo

RETI: 13’ Zampano; 56’ Ambrosino; 65’ Lusuardi

NOTE: in tribuna il nuovo designatore arbitrale Tommasi. Al 69’ espulso Ambrosino

di PAOLO VECCHI

🖊️ Il racconto del match

di PAOLO VECCHI

MODENA. C’è tutto in casa Modena per un grande derby. Un pubblico straordinario di 12mila spettatori in un Braglia completamente gialloblù per la trasferta vietata ai sostenitori della Reggiana, la possibilità e il dovere di blindare il sesto posto, quella di poter infierire sui cugini condannandoli virtualmente alla retrocessione. Poi l’orgoglio di una città da onorare con una vittoria. Perchè i derby non si giocano, ma si vincono e siccome il Modena non esulta da cinque giornate in cui ha racimolato solo 2 punti, sarebbe anche l’ora di staccare il biglietto da tre punti.

C’è tutto per un grande derby, ma attenzione all’insidia perchè la Regia con Bisoli ha ritrovato un’anima tardiva e deve giocarsi la partita della vita per sperare di evitare la caduta diretta in C agganciando almeno i playout.

Sottil si affida al solito 3-5-2, ma nella formazione iniziale ci sono alcune novità. Santoro e Sersanti, infatti, non sono pronti per iniziare il match e a centrocampo davanti a Gerli e al fianco di Massolin c’è Pyythia e non Wiafe. Davanti Ambrosino fa coppia con De Luca, Zampano e Zanimacchia i due esterni mentre dietro Nador si piazza tra Tonoli e Nieling con Dellavalle in panchina. Tra i pali Pezzolato.

Bisoli si oppone con un 4-3-2-1 e punta sul trio d’attacco composto da Girma, Lambourde e Gondo punta di riferimento: Portanova, fischiatissimo, è nella linea di centrocampo. Gara affidata ad Abisso di Palermo e in tribuna c’è anche il nuovo designatore Dino Tommasi.

Si parte all’insegna di un “vincere” sparato dalla Montagnani che lascia vuoto, nella fase iniziale, il settore centrale in solidarietà con i supporter granata: perchè il calcio senza i tifosi non ha senso, un derby soprattutto.

Nemmeno sessanta secondi e c’è un rigore per il Modena. Massolin salta due uomini sulla linea di fondo e serve De Luca che spara addosso a Lusuardi. Abisso vede un fallo di mano e concede il penalty, ma il Var lo richiama e il rigore viene annullato.

Al 5’ Gerli, toccato duro, deve lasciare il campo: dentro Santoro. Brivido all’11’ quando Portanova irrompe su un cross di Bertagnoli e di testa colpisce la base del palo alla sinistra di Pezzolato.

Match per ora equilibrato anche se la pressione del Modena, ispirato da Massolin in versione altro pianeta, è superiore.

Al 13’ il Braglia esplode. Massolin per Ambrosino che allarga a Zanimacchia, traversone per Zampano che sbuca alle spalle di Libutti e al volo di destro infila Micai.

La Curva, terminata la protesta contro i divieti alle trasferte, si riunisce anche al centro e spinge. Sul campo i gialli amministrano il match senza troppi problemi e creano altre due mezze occasioni con Ambrosino e Zanimacchia.

Al 56’ il Modena ha la chance di mettere in banca il derby quando Ambrosino si fa 40 metri palla al piede per poi sparare un destro imprendibile per Micai.

Sembra fatta, ma al 65’ su un angolo di Bozahanj provocato da una deviazione di Pezzolato su un tiro di Lambourde, Lusuardi trova la zuccata vincente che riapre il match.

Anche perchè al 69’ Ambrosino da delizia diventa croce: ammonito dopo il gol per l’esultanza, incappa nel secondo giallo e nel rosso lasciando il Modena in dieci.

La Regia prende coraggio, paratona di Pezzolato su Lusuardi, poi finalmente arriva la fine.

Missione compiuta: trionfo, Braglia alle stelle, sesto posto matematico e Reggiana ultima non ancora in serie C diretta, ma praticamente condannata.

C’era tutto per vivere una grande giornata e il Modena ha rispettato le attese.

E ora ad Avellino per chiudere la stagione regolare, senza pressioni da risultato e con la testa ai playoff contro la Juve Stabia.