Bortolussi all’11’ e Lasagna al 94’ inchiodano i canarini padroni del match. Debutto e palo di De Luca

PADOVA-MODENA: 2-0

PADOVA: Sorrentino, Belli (68’ Villa), Sgarbi, Perrotta, Ghiglione (88’ Faedo), Fusi, Harder (77’Crisetig), Varas, Capelli, Gomez (77’ Seghetti), Bortolussi (77’ Lasagna). Allenatore: Andreoletti.

MODENA: Chichizola, Tonoli, Adorni (65’ Dellavalle), Nieling, Zanimacchia (65’ Beyuku), Santoro (77’ Pyythia), Gerli, Massolin, Zampano, Di Mariano (62’ De Luca), Gliozzi (77’ Mendes). Allenatore: Sottil.

ARBITRO: Maria Sole Ferrieri Caputi

RETI: 11’ Bortolussi; 94’ Lasagna

di PAOLO VECCHI

PADOVA.
L’ultima di campionato in serie B coincide con la prima uscita del 2026 e il match con il Padova, dopo la sosta delle Festività, è per il Modena di Sottil un banco di prova importante.

Dopo aver trascorso due terzi del campionato al primo posto o comunque nelle zone altissime della classifica, i gialli sono incappati in una serie di quattro sconfitte in cinque partite, precipitando al settimo posto a quota 29, con alle spalle Empoli e Juve Stabia staccate di soli due punti.

Un match, quindi, da non fallire quello con i veneti di Andreoletti che si schierano praticamente a specchio sui gialli, puntando sull’estro in attacco di Papu Gomez.

Tra i canarini, seguiti all’Euganeo da 700 tifosi, c’è Manuel De Luca, l’attaccante prelevato dalla Cremonese chiamato a far schizzare il reparto offensivo canarino, tallone d’Achille della Banda Sottil.

De Luca parte inizialmente in panchina, dove c’è anche Pedro Mendes, destinato allo Spezia, mentre invece manca Caso, ormai fuori dal progetto gialloblù, ammesso che ne sia mai entrato a far parte.

Il centravanti titolare è ancora Gliozzi, che viene affiancato da Di Mariano.
In mezzo, indisponibile Sersanti, Massolin si abbassa sulla linea di Santoro con Gerli basso in cabina di regia.

Sugli esterni Zampano e Zanimacchia, mentre dietro Tonoli e Nieling sono i braccetti di Adorni.
Tra i pali Chichizola.
Match affidato a Maria Sole Ferrieri Caputo.

Buon approccio dei gialli, ma all’11’ per un’indecisione tra Zanimacchia e Santoro su uno sventurato passaggio laterale di Massolin scatta il contropiede patavino.

Palla a Gomez che disorienta la difesa canarina, servendo Capelli che la mette in mezzo per Bortolussi, il quale arriva come un treno e fredda Chichizola.

Reazione Modena che ricomincia caparbiamente a fare la partita, scontrandosi con il fumo senza arrosto di Di Mariano, la giornata senza ispirazione di Massolin e un Gliozzi impercettibile.

Santoro ci prova un paio di volte da fuori, ma gli unici pericoli per Sorrentino li crea Tonoli, che va alla conclusione, senza fortuna, almeno quattro volte.

Siamo alle solite: tanto Modena, attacco fantasma e si va all’intervallo sotto di un gol.

Al rientro la sfiga si accanisce contro i gialli che dominano il match.
Ma tra pali e parate di Sorrentino è una partita maledetta.

Il portiere si esalta subito su una girata di Gliozzi, poi Zampano manca la porta di un soffio su cross di Zanimacchia.

Massolin si sveglia: prima prova i riflessi di Sorrentino, poi spara un destro terrificante che si stampa sulla traversa.

Al 62’ debutto di De Luca che rileva Di Mariano e Modena a due punte.
Al 68’ percussione di Gerli, sponda di Gliozzi per Massolin che da ottima posizione cicca la conclusione.

Il Padova accusa, ma al 74’ Papu Gomez fa tremare Chichizola.

I gialli premono a testa bassa, assist di Massolin per Gerli che piazza il destro scontrandosi con il miracolo di Sorrentino, che si ripete deviando sul palo un colpo di testa di Massolin.

E c’è anche un altro legno all’85’ a respingere una deviazione di De Luca su un colpo di testa di Tonoli.

Al 94’ la beffa quando Lasagna firma il 2-0, gol subito annullato per un presunto fuorigioco di Varas, poi convalidato dal Var.

È una stangata al termine di un match stregato.
Il nuovo anno inizia tra le lacrime così come era terminato il 2025: tre sconfitte consecutive, cinque nelle ultime sei partite e posizione playoff che comincia a essere pericolante, così come potrebbe esserlo inevitabilmente anche la panchina di Sottil se non arriverà un cambio di marcia repentino.